Una gita a Villalba

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Di nuovo sono tutti in macchina, di nuovo la macchina corre.
Paola non stacca gli occhi dal bosco, di là dal finestrino.
-Ciao bosco degli gnometti- dice.
-Perché lo chiami bosco degli gnometti?- dice la mamma.
Paola non risponde.
-Perché là ci stanno gli gnometti- dice Lucio – noi li abbiamo visti.
-Che cosa avete visto?- dice la mamma.
Ha la voce di chi non crede a una parola di quello che si dice.
-Ma si, nei boschi ci sono sempre stati gli gnometti da che mondo è mondo, non lo sai?- dice il papà.
-E c’è chi li vede e c’è chi non li vede, come i funghi, lo sappiamo- dice la mamma.
-E come i fantasmi- dice Lucio- e io non li vedo mai!
-Beh quello che non si vede si può anche inventarselo- dice il papà. -Pensate che noia se nessuno inventasse mai niente, mai nessuna storia!
-A me le storie piacciono tantissimo- dice Paola.-Volete che ve ne racconti una?
-Si racconta- dice Lucio.
Allora Paola racconta questa storia.

(da Ghiotti Fantasmi Rosa di Beatrice GarauCollana dei 7 e degli 8 – ed. Giunti Marzocco)

Questo libro ha rappresentato una parte importantissima della mia infanzia…l’ho letto, riletto, ho sognato, immaginato, inventato storie e ho ardentemente desiderato di vivere quel viaggio fantastico in auto con Paola, Lucio, la cagnetta Lilla…la macchina che va percorrendo strade al confine col bosco, giocare a palla con gli gnometti e risalire in auto per proseguire verso le rovine del vecchio castello…

Ora quel libro è di mia figlia,  lo leggiamo insieme e lei lo ama alla follia…

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E se vi dicessi che c’è un posto magico, in cui le antiche leggende e i boschi fatati non sono più una fantasia, non sono più solo una storia rinchiusa tra le pagine di un libro? Se vi dicessi che c’è un posto dove i luoghi raccontati in quel libro prendono forma e sono realtà?
Questo posto si chiama Parco di Villalba, si trova incuneato tra Lazio, Umbria e Toscana all’interno della foresta demaniale della Selva di Meana al confine con la Riserva Naturale di Monte Rufeno.
In questo posto mi è sembrato di rivivere le pagine di quel libro… e mia figlia le ha rivissute con me…emozionandosi e divertendosi da impazzire.

La nostra meta  sabato 2 Aprile è stata proprio questa e, grazie alla perfetta organizzazione della Coop. Ape Regina, abbiamo passato una giornata meravigliosa che ha reso felice tutta la famiglia alla ricerca delle erbe spontanee commestibili nei prati e nei boschi della zona.

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Grazie alla nostra espertissima guida del museo del fiore Antonella, abbiamo raccolto erbe e ottenuto informazioni interessanti e curiose venendo a conoscere usi insoliti e inaspettati delle piante che ci circondano.

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Ci siamo conosciuti e ci siamo scoperti un gruppo affiatato…

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Abbiamo concluso la nostra gita allHosteria di Villalba, un luogo magico e suggestivo…

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Nel bellissimo locale all’Interno del bosco, la meravigliosa ospitalità di Adio Provvedi ci ha deliziati con un pranzo ricco e succulento realizzato con le erbe spontanee che avevamo avuto modo di conoscere durante la mattinata…

Pranzo a base di erbe spontanee
Hosteria di Villalba

Antipasto
Fagioli col sarapollo
Frittata con le orecchie di lepre
Insalata di farro e pimpinella
Olive col finocchietto selvatico
Primo piatto
Fettuccine col finocchio
Secondo Piatto
Buglione con la cicoria
Contorno
Misticanza primaverile
Dolce
Gelato all’olio extravergine di oliva della Selva e pacche secche.

pranzo a villalba

Per informazioni e prenotazioni telefonare al 392 1584805 (Adio)

OASI
Società Cooperativa Sociale Onlus
Località Villalba – Allerona – TR – Italy
email: info@parcodivillalba.it

Noi ve lo consigliamo caldamente…è un’esperienza indimenticabile per grandi e bambini!
Buon fine settimana a tutti!
Firma 2

Simona Stentella

Sono uno storico dell’arte, ma lavoro all’accettazione dell’ospedale di Acquapendente, un paese sul confine tra Lazio, Umbria e Toscana. Amo la tranquillità, le cose semplici e amo seguire le mie passioni, che sono la cucina, la fotografia, l’arte.

2 Comments

  1. 10 aprile 2016 / 10:11

    Buonoooo io adoro le erbe spontanee ma purtroppo le occasione vicine a Trieste non ci sono bisogna andare lontanuccio….mia nonna ungherese era un esperta di erbe spontanee infatti si curava da sola con queste ma quella volta sull’altopiano carsico si trovava ancora e lei sapeva dove ma ora anche questo è quasi sparito. Bella gita e bel e buon pranzo. Buona domenica

    • 16 aprile 2016 / 13:55

      Mi piacerebbe moltissimo saperle riconoscere bene! Quindi di sicuro parteciperò ad altre uscite di questo tipo! Intanto ho raccolto tutto il tarassaco che avevo in giardino e l’ho cotto! Buonissimo!
      un abbraccio cara

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